L’uomo Racconta Poco
L’uomo racconta poco
quando trascorsi gli anni
rimangono gli affanni
e una volontà più quieta.
Quando l’incertezza
non è più una spina
hai della tua vita
una percezione leggera.
Fermo a guardare il cielo
fissi il tempo passeggero
che muore e rinasce, oltre di te,
oltre l’oscurità immensa
del confine del modo.
Verosimile bisogno
di un’altra concreta illusione
la meno assurda e credibile
che allevi un po’ il dolore.
La ricerca della felicità del presente
non è il desiderio contingente
delle necessità.
Ma è inseguire tutt’altro:
un soprapensiero, un varco,
il sentiero abbandonato
dalla civiltà.
I solitari tentano le sfide,
intrepidi verso strade nuove
scovano trappole inseguono parole
per una articolata, insolita, felicità.
I solitari guardano lontano
dentro un destino onesto e baro
che li farà sempre agire.
Distesi su una speranza
o avvolti, sotto una bandiera
purissima, sapranno sempre,
come eroi morire.
Alzarsi La Mattina Presto
Alzarsi la mattina presto
E su un prato
Guardare il cielo
L'azzurro, il sole opaco.
Sdraiarci come dei cuccioli
sopra un covone,
che punge e profuma,
mentre ci bagniamo appassionati,
nell’orlo del primo sole.
Tutto Quello Che Non Chiamo
Tutto quello che non chiamo lo nascondo
Il tuo nome si è perso ormai nel tempo
Quello che prima era amore
Ora è vento
Vento sottile che turbina nell’immenso
Alla ricerca di polifonie,
armonie di nuovi sentimenti
che si oppongono alle tirannie.
Vento affilato, timoroso e sommerso,
Che scompiglia e ricompone
Tutto il mio nascosto universo.
Noi Siamo Il Mondo
Noi siamo il mondo
anche quando chiacchieriamo
quando restii mangiamo un gelato
poi stanchi ce ne andiamo a dormire.
Noi siamo il mondo
anche quello buffo ed esagerato
quello che tremendamente amiamo
quello che non riusciamo a dire.
Noi siamo il mondo
anche quello povero e disperato
quello più umile e sventurato
che non riusciamo mai a capire.
Noi siamo il mondo
anche quello più misero e servile
quello iracondo prepotente e vile
che vive senza futuro.
Quello più insaziabile e sleale
che chiude gli occhi
ma non sa sognare.
Noi siamo il mondo
che si ripete uguale
ma che tu onesta virtù
vuoi ritemprare.
All’Alba Di Un Giorno Nuovo
Quante albe si sono ripetute
in questo evolversi di lune
in questo angolo remoto e disperso
in questo sparso universo
fisso e in moto.
Come un eterno presente
ricompare perennemente
ed annuncia un nuovo fuoco.
Un ardore più lieve
un rogo, di una quasi felicità.
Da consumarsi lesta, lesta
prima che una qualche tempesta,
spenga l’impossibile gioco,
di essere goccia d’acqua,
tra il lampo e il tuono.
Come Puoi Conoscere
Come puoi conoscere
ciò che non si lascia conoscere
ciò che falso diventa
dentro la mente attenta
che desidera ma non possiede?
Quello che puoi intravedere
ma non sai raggiungere?
Stretto nel passaggio
di queste strade austere
passi il tempo lieve
tra solitudine e folla.
Quello che la vita cerca
è la verità suprema
quella che non si adegua
ma dentro te, s’affonda.
Solitudine Serena
Quante nostalgie quando sono solo
tornano ad accompagnare il mio cammino
rivedo te nel tiepido mattino
compagna triste della vecchia scuola.
Rivedo te piccola e indifesa
che odiavi il mondo fin d’allora
che ti mettevi sempre al primo banco sola
guardando gli altri con ruggine non lieta.
Io non so perché ma ti cercavo
attratto forse da qualcosa
che allora non sapevo ma che ora
ricordo come un peccato lieve.
Tu t’allontanavi ogni volta
avevi già letto nei pensieri
il mondo tu già lo conoscevi
o forse non ti sentivi coinvolta.
Quando sono solo penso ancora
a quella scuola fuori dal paese
rincontro te, che mai mi comprese
insieme al banco dove ti siedevi sola.
Adipe Molliccio
Era il buonsenso che guidava la vita
prima, tutti avevano un progetto un
orientamento, che dava all’attesa
l’odore appassionato del vento.
L’inatteso del presente era un inevitabile
incidente, che quando accade,
s’affronta con comprensibile difficoltà.
Ora è solo inverno umido e freddo
senza attesa per nessuna verità.
è solo grasso obeso pieno di vento
acerbo, che freddo ressa la città.
I Grandi Amori
I grandi amori sono nella mente
di chi sa viverli senza ambiguità
nascono liberi senza dire niente
sono esperienza e non apriorità.
I grandi amori si aprono tra la gente
che non chiede quello che non ha
non pretende l’irreale attraente
ma quello che vuole tenacemente da.
I grandi amori vivono tra la gente
vulnerabile ma con autorità
che non sa come si muore
nel mondo appariscente,
ma sa come rinascere, intrepidi,
dallo smarrimento dell’oscurità.
Quanti desideri un po’ sgualciti
ripieghi e riordini con cura
dentro quella valigia mal sicura
che ogni anno ricomponi nuova.
Quanta gioia metti in ogni ora
in ogni spazio che deve conservare
la tua voglia di libertà più audace
che dentro ai sogni s’insinua sonora.
Quanta neve sulle strade cade
dentro i tuoi occhi colmi di brina
nascondi un po’ d’allegria ferita
che ti fa ridere e sentire un lieve male.
Malinconia che sempre ricompare
quando guardi dal vetro della cucina
tutti quegli orti seccati dalla vita
che tardano a rigermogliare.
Tu scendi tra le vie ghiacciate e brume
l’inverno ti accoglie col suo carnevale
tu il suo sorriso con poco sole
lacrima fragile dal sapore audace.
Corri allegra spensierata e astuta
tra la neve delle case vecchie e austere
non pensando mai che potrai cadere
vai incosciente incontro alla caduta.
La rabbia del vento che con forza
spinge ogni vela verso il largo
sbatte anche contro il mio tormento
che verso il mare punta nel suo gorgo.
Amico e nemico di un momento
che nel pericolo cerca un nuovo varco
l'inizio di un nuovo mutamento
che dal possibile impossibile
prende il largo.
La notte silenzi interrotti
da rumori assordanti
non sempre riposi l’offesa
che scava sul guscio
dell’ultima tua paura.
Nel dubbio più incerto cresce
improvviso, l’orrore
per un viaggio
che non sai dove ti conduce.
Un oceano impetuoso assedia
la tua consapevolezza
senza via di fuga.
Il cielo stellato sopra di te
dentro di te:
la bestia e l’angelo
il coraggio e il male
di vivere dell’uomo.
Oggi Penso Che Una Poesia
Oggi penso che una poesia
faccia meno compagnia
tra le strade di città,
penso che oggi non ci sia
più il tempo per cercare
l’estensione naturale
che da peso alla precarietà,
a questo addio eterno
che dentro noi s’invola e sfugge.
Oggi è tutto trasandato,
tutto gonfio e ben lavato
da qualsiasi amenità,
nessuno sbaglio è accettato,
tutto è un falso programmato
da un’intelligente stupidità.
Tanto Diversamente Si Presenta L’Alba
Tanto diversamente si presenta l’alba
nella fase ultima del tempo
tu ormai tramonto senza più speranza
segui garrendo il volo di un uccello.
Vorresti ancora arrampicarti su quei rami
di quel noce che ora non c’è più
dove il mondo allora tu sfidavi
salendo verso la migliore gioventù.
Ora il sole brucia dentro gli occhi
senza inquietudine e serenità
ora che credi che decidi tutto
non ha più il coraggio
della tua onesta.
Don Mario, Chiesa Di Santa Maria
In cima alla salita c’è la chiesa
la più grande quella di santa Maria
dove ci si battezza e ci si sposa
e dove la morte quasi mai arriva.
Io qui mi sono sposato e battezzato
tra queste panche d’odoroso legno
tra questa luce che acquieta il cuore
come nel crepuscolo soffice il vento.
D’estate quando torno tra le cose
di questa chiesa che oggi non frequento
ritrovo l’innocenza del timore
il conforto sostenuto dal tormento.
Ritrovo in questo luogo del passato
la spensieratezza e la malinconia
di quel prete che dal pulpito ammoniva
“sulla miseria della vanità”.
Don Mario lo ricordo nella sera afosa
in questo luogo che di ognuno è il tetto
che ci benediva durante il vespro
prima di tornare a cena a casa.
Don Mario che mi porto ancora appresso
insieme a questo amore sommerso
che dentro l’anima si espande e mi colora.
In Questo Luogo
In questo luogo tacito e remoto
balugina il senso del destino
dove l’urgenza di mettermi in cammino
mi ha condotto dentro il tuo richiamo.
Persuaso dal calore del tuo abbraccio
mendico, riposo il mio dolore
di quelle notti insonni e senza nome
che tacquero ogni mia paura
facendomi amare te e più nessuna.
Dietro Ogni Traguardo
Dietro ogni traguardo crepita un giudizio
che scuote la tua parte migliore
c’è sempre pioggia dopo un caldo inizio
come coraggio dentro ogni ragione.
Così ti attraversa e ti consuma il tempo
con traguardi che tu non sai capire:
e se cento volte perdi e cento sorridi,
mai saprai, dove l’ultima tappa finirà.
(Molti amano l’oscurità nella stoltezza
Che non si sa raddrizzare
ma la vita, barlume di luce,
può sempre riapparire e sorridere
e da polvere, nel vento farci volare).
L’Inganno Di Ritrovarti Ancora
nel buio della notte o in pieno giorno
nel traffico o prima di cadere nel sonno.
Il mio destino ti ha incontrato per un giorno intenso,
poi ti ho salutato e ti ho lasciato tutto,
sapendo che forse non ti avrei più visto.
Ho corso insieme a te nell’infinito
vedendo cose che prima non sapevo
mi hai detto: “non so se è tutto vero
ma io ci credo, credici anche tu”.
Nel mio destino ti ho incontrato per un giorno,
un giorno che voglio conservare: nel tè,
nei biscotti da inzuppare,
nelle mie mattine cariche di blues.
Nuvole E Cielo
Nuvole e cielo dentro ogni indizio
nuvole immense che portano temporali
quando la mano cerca un tuo giudizio
tu non ti opponi, ma apri le ali.
Tu non mi temi e non mi ami ancora
ma sai di me che puoi fidarti sempre
per questo accogli questa passata aurora
tra il limine del mai e del tuo per sempre.
Cielo immenso pieno di sereno
questo è il tempo dell’ultima solitudine
alberi spogli, curati col veleno,
col veleno della tua gratitudine.
Forse
Ai perchè e ai per cosa, risponderà più tardi
come la rosa che sbocciò
nel guato dei vostri sguardi.
Domani forse ti dirà qualcosa
qualcosa di cui poi si pentirà
ma oggi state abbracciati e in silenzio
abbandonandovi alle vostre volontà.
La bellezza nel tempo poi non dura
come l’attimo fuggente che ti muta
come l’amata che al pudore arrossisce,
prima di arrendersi a te,
rigogliosa e nuda.
Domani forse ti dirà qualcosa
qualcosa di cui poi si pentirà
si domani, o fra qualche giorno,
ma sempre un altro giorno poi sarà.
Voglio Parlare Di Te
Voglio parlare di te e più di nessuna
voglio trovare per te la rima più pura
quella che non puoi trovare
in fede o ragione
ma solo nella spudoratezza sincera
delle parole.
Te, dallo sguardo implume
che muovi le tue tenue forme
sulla soglia di luce che poi la notte diffonde.
Te, che nel sorgere del giorno
ti appoggi all’ardore del mattino
te, che se ci passi vicino
come un mare impetuoso
agiti tutti i nostri sogni
che poi alla fine affondi
dentro un desiderio che mai ti toccherà.
Voglio parlare di te affinché nessuno
confonda il candore di un uomo
col desiderio racchiuso della paura.
Un Mondo Dentro
Un mondo dentro che non vuole uscire
che al caldo del tuo cuore vuol restare
tu lo pungi per farti rivelare
l’ultimo divieto di quest’imprigionata estate.
Quante volte hai guardato il mare
tra le braccia di tua madre ansiosa
che sulla riva del mare camminava
evitando l’onda più grande e furiosa
Tu saltavi perché volevi immergerti in quell’onda
quella più profonda, quella a te più euguale
quella che ti liberasse dalla noia
di quelle domeniche di sabbia e sale.
Un mondo che vuoi ora far uscire
da questo sgradevole disagio
prendendo in braccio la tua vecchia madre
e ritrovare dentro i suoi occhi il tuo coraggio.
Sant'Angelo
Sant'Angelo cos'è ora?
E' un paese che non si dona
una sostanza del carattere, un atteggiamento
che vivendoci hai dentro, tra inerzia e volontà.
Sant'Angelo non lo puoi mai
avere per sempre,
ma quando tu lo hai
rimane nelle dita
tra i solchi della pelle,
ed è allora che senti
il tocco della serenità.
Sant'Angelo è tanta gente,
vissuta o che vive nella sua realtà
che ha lasciato o è pronta a donare,
un pò del suo presente
che forse rimane o forse brucerà.
Senza Un Tuo Ricordo
Sto mangiando ogni tuo rimedio
incapace di fermare il mio rimorso
come un’aquila che svetta in faccia al vento
incurante dei limiti dell’orgoglio.
Quanta pioggia cade nel disagio
di questa vita di deformità
quando cerchi e manca poi il coraggio
di un'altra voglia, un’altra possibilità.
Sto mangiando ogni tuo rimedio
ossessionato a vivere
senza più un tuo ricordo.
Una Mano Che Scrive Non Trema
Una mano che scrive non trema
una mano che scrive ricorda
il racconto di una vita che affonda
nell’onda di un mare acquemoto.
Profondo con tutto il suo peso
mi appare un cielo d’ignoto
miliardi di stelle e pianeti
miliardi di ghiaccio e di fuoco.
La mano ora ha smesso di scrivere
guardando una stella lontano,
una stella che forse sorride,
mi riunisce al ricordo più caro.
Andrea
(acrostico spinoziano)
Niente con la forza di
Dare, come un
Remo che affonda nel silenzioso
Eremo di un mare
d’Amore
Non E’ La Mia Un ’Opinione
non è la mia una certezza
ma è un tormento d’indeterminatezza
un’attesa vana di verità.
Non è la misura, il risultato,
il prodotto di un calcolo sbagliato,
che determina la realtà.
Non è il sillogismo logico, azzeccato,
l’esperimento organizzato,
che definisce l’identità.
Ma è il pensiero che diventa sangue,
che entra con forza dentro la carne,
fino al tuo cuore.
Per sentire tutte le passioni e il dolore,
di quel distacco lacerante,
che il tuo cuore pensante,
torna ancora a narrare.
Tanta Voglia Corre Dentro
adesso che sei distante
ora che fruscia nel silenzio
un’apparenza a te sembiante.
Vorrei prendermi il tuo cuore
e baloccarmi nel ricordo
tu bella da perpetuare
io col passato dentro sordo.
C’è ancora un mondo che ci può salvare?
Un altro luogo che ci riunirà?
C’è tempo per dirti ancora amore
prima di annullarmi nell’eternità
Cuore
Mi domandi perché la mia poesia
dice spesso cuore
così dici che diventa banale,
quando faccio la rima con sole e amore.
La mia poesia tu non la sai trovare
nell’intimità della tua passione
senti il sentimento ma non la sua visione.
Esule in questa molteplicità,
della prima persona singolare,
batte nel petto il cuore,
sotto la scorza dura dell’umano,
della troppa umana compassione.
L’arte che voglio dare
è quella che guarda dentro ogni ragione
quella semplice, quella popolare,
che usa trite e logore parole
per vestire quell’Io retorico
più intimo e carnale.
Che tocca e ascolta tutto l’odore
delle semplici e diverse verità.
Verità solide, chiuse in pratiche parole
che non hanno ambizione e vanità
ma lucenti - come raggi di sole -
danno alla nostra vita precaria
una prudente e più sicura stabilità.
Non So Cosa Scriverti
da questo sprofondato azzurro
intenso e trasparente addio.
Mi manca la pergola, l’ombra,
le aspre amarene, la pertica
dove salivi con allegria.
Decisa, mi hai detto che mi lasciavi per sempre.
Distante ora dichiaro di non amarti più
senza limiti rispetterò le tue regole
volendoti bene non ti amerò più.
Fissare Delle Regole
(per mia figlia)
Fissare delle regole per quei tuoi gesti morbinosi
è come aprirsi a un torbido mattino di sole
senza luce.
Come dirtelo come fartelo capire
l’ignoto ordine della fatalità.
Potenza e atto, causa ed effetto
leggi dell’universo o solo falsità?
Come accarezzare il tuo imbronciato
sguardo strombato verso la malinconia
come toccare? Come farti sentire?
La durezza della mia fragilità?
Quando Mi Avvolgo Nella Notte
Quando mi avvolgo nella notte,
intensa di pensieri, in un respiro;
tutto ritorna a un tratto immacolato,
anche l’immenso spazio indefinito
che afferro e chiamo.
Notte tranquilla placida,
quasi di un’altra epoca remota
dove ogni stella porta un pensiero umano,
che più non indaga, ma si riposa.
Dentro Ogni Uomo
Dentro ogni uomo c’è un Dio diverso
con cui intrattiene un rapporto personale,
quello mio, è un pronome indefinito
che si rivela anche quando tace.
Un Dio vicino ed esteso all’infinito,
che ti è sempre accanto e rimane
uguale, da vecchio come da bambino,
dentro ogni onda di luce graduale.
Un Dio che non è neutro né parziale
che non ammette nessuna immunità
un Dio che cerca di ridare pace
dentro l’anima dell’umanità.
Un Dio di tutti e individuale,
che raccoglie il grido
della nostra paura intimorita
dal silenzio perenne del male.
Un Dio imponente che non riusciamo
ad immaginare, ma danza nel mistero
del cuore, di ogni lacrima, di ogni dolore.
Profilo Perduto
Ho perduto il profilo per l’accesso,
tu la causa che non l’ha custodito.
Hai posto sempre dei limiti affinché
io lo proteggessi dalla distanza
e dal calore di un sottile ricordo
aguzzo, che mi facesse rinvigorire
pungendomi l’esplorazione inumata
di ogni destinazione finale.
Neanche il periodo più ricordo…
so solo che a maggio, mentre
raccoglievo ciliegie, ho visto
nascere dentro un istante
la demenza di un mondo
che non si sa più raccontare.
Nascite d’amori, terrori lontani…
tutto è stato perduto,
solo il tuo profilo sull’orizzonte,
si pone a limitare la mia vista,
bevanda e bellezza
del tuo ingombrante sorriso,
tardo a capire, ma l’unico
ancora rimasto da guardare.
Infinite Delicatezze
Infinite delicatezze su uno sfondo astratto oro,
sortilegio umano, di un pittore stonato
che non sa cantare né domandarsi
com’è il colore del sangue del mondo.
Ogni ferita sanguinante porta con se un dolore:
Il blu colora la malinconia di un offesa,
il verde la rabbia per la perdita
di una persona amata,
il rosso, invece, è il colore del rimpianto,
per una persona che non abbiamo amato,
ma che volevamo profondamente conoscere,
il giallo per l’invidia inutile e arrogante,
il bianco per la venduta innocenza
uccisa e violata ogni giorno,
il nero per la sterminatrice noia
violenta, di una vita vuota,
l’argento, per la mia età matura
che non ti so donare.
Sfondo astratto oro
delicatezze feroci e sanguinanti,
del mio desiderio di vivere felice.
Quando Ti Dico Che Ti Sono Accanto
Quando ti dico che ti sono accanto
e non passo il tempo poi insieme a te
dico solo che ti sto ancora pensando
dentro un’estate senza più età,
duemila e oltre forse era l’anno
luglio il mese di un giorno che mai sarà.
Quando ti dissi di tenderti al mio fianco
per calmare la tua aggressiva volontà
mi dicesti col tuo sguardo amato e stanco
troppo tardi per unire e dividersi la libertà.
Oggi, capisco quello che non capii
che il tempo restituisce
anche quello che non fu,
tutti quegli attimi che ci sentiamo vivi
che ci ridanno tutta la gioventù.
Dare Un Senso All’Immenso
Dare un senso all’immenso non è facile.
Quando come una formica non si comunica
il disagio di un’appartata solitudine
chiusi dentro un destino d’inquietudine.
Dare un senso all’immenso non è facile.
Quando perduta ogni dimensione
il giusto pensiero non diventa azione,
attratto dallo splendore di una ricchezza
senza moralità.
Dare un senso all’immenso non è facile.
Quando il caso inevitabile curva
la volontà, verso un torpore indifferente,
che non trova più la via d’uscita,
nessuna favola facilita la strada
nella realtà aumentata, d’infida vita.
Dare un senso all’immenso non è facile.
Quando orbato in mille e più pensieri
non trovi i luoghi dove fino a ieri,
penetravi nella sconosciuta furia del mondo
che distrugge e rinnova nel profondo
tutte le civiltà.
Dare un senso all’immenso non è facile.
Quando in ogni attimo vedi il tuo pericolo,
minaccia dell’eterno tormento,
che taglia e squarcia l’ingombrante vuoto
che pesante cala dall’immenso.
Sotto Il Sole
Sotto il sole non sempre c’è calma
a volte brucia con la sua crudeltà
a volte feroce penetra nell’ombra
seccando l’emozione della profondità.
Sotto il sole ho sentito freddo
un freddo che nuoce l’ingenuità
freddo che svela le artefatte parole
di una nauseante e finta lealtà.
Sotto il sole poi arriva il vento
che spazza via il trucco della vanità,
svolta audace che ritrova il senso
del mio essere limite nella vastità.
Assaggiare Emozioni Consunte
Un turista irrispettoso passeggia aggredendo le strade
con valigie piene di noia, i vecchi cinematografi
oggi sono diventati cose innominabili,
(magazines commercial gadgets)
solo amici benevoli sanno ancora ricordare
la bellezza di quei vecchi luoghi di terza visione,
dove il respiro di una sigaretta si mischiava
all’avventura di altre realtà tangibili,
che il bianco e nero delle ombre narravano.
Quante emozioni consunte affidavamo al futuro,
certi che il vento improvvisasse qualcosa di dirompente,
che riuscisse a legare tutte le nostre intenzioni.
Tutti partecipavano, anche la leggerezza del turista
cortese, venuto a guardare la formula consumata
delle nostre robuste tradizioni.
Oggi inseguiamo il vento che ci sballotta
fuori da una strada parallela alla ferrovia,
dove un lusso che non si riesce a godere
cerca di convincerci con consunte passioni:
che sia quella la strada facile da fare,
non quella irta, quella che affatica,
quella che fa riflettere e sudare.
Fine

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